Ci hanno davvero rubato la speranza?

Oggi la gentilezza, come cetra appesa alle fronde di un salice, tace. Per un senso di pudore, di fronte alla sofferenza quotidiana dei singoli, non si fa vedere, non sa più che dire. Per un sentimento di desolazione allo spettacolo di insensibile egoismo dei gruppi potenti, che si combattono ad oltranza, anche la gentilezza e i suoi “credenti” piegano il capo.
Un’impressione di fallimento ci avvolge e ci blocca. Attoniti, guardiamo, ascoltiamo, senza più prendere posizione.
Come si possono invitare i cittadini a coltivare buoni comportamenti, quando mancano esempi là dove più conterebbero?
Gentilezza, bellezza, civismo, cultura funzionano, quando alla base un minimo di lealtà e correttezza sopravvivono. Ma di fronte alla barbarie che ritorna, non resta che … l’urlo. L’urlo disperato di chi ha lottato fiducioso per tutta la vita nella speranza di lasciare un segno buono, un sorriso che allieti, che apra i cuori.
Invece, oggi tutto sembra perduto, oggi i cuori si stringono in una morsa lancinante e neppure il pianto liberatorio può aiutarci.
Ci hanno davvero rubato la speranza?

Parma, 10/04/2013
A.M.F.B.

 

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